Passa ai contenuti principali

I diari di Adamo ed Eva


Duna lo scorso Dicembre è rimasta a Kās, in una calda Marina nel Sud della Costa Turca. Noi siamo tornati per passare il Natale tra amici e parenti, abbiamo mangiato, bevuto, dormito, e poi siamo di nuovo partiti in aereo alla volta di Martinica per lavorare quasi un mese sul catamarano del nostro amico Alessandro. Siamo tornati, abbiamo dormito (e mangiato) un altro po' e poi è arrivata la primavera, all'improvviso.
Duna è ancora lì che ci aspetta. E noi decidiamo di dedicarci ai preparati vi, tra cui il confezionamento di circa 3 kg di marmellata di frutti misti e la pre-costruzione delle nuove panche per il pozzetto.
Ed ecco che a questo punto del racconto realizziamo che tanto ben di dio non potrà essere caricato nelle valige della Ryanair e neanche della compagnia nazionale. Cosa fare se non decidere di caricare il meno possibile (ovvero più del possibile*) la fedele C3 di Carlo e armarla per la partenza. Quale giro fare? Il più lungo, ovvio.
Ed è così che la strada per arrivare dalla nostra amata delfina diventa la scusa per passare a dare un saluto a vecchi e nuovi amici che non vediamo da tanto o poco tempo. E così, neanche la Grecia si fosse spostata accanto a Ventimiglia, ci ritroviamo a percorrere il versante occidentale italiano per uscire dal suol natio.
Ma non ci basta.
La sfida va oltre.
Stabiliamo che ognuno di noi due dovrà dedicare quotidianamente un'ora a scrivere un diario della giornata appena trascorsa e, non paghi, che debba pubblicarlo sul proprio blog. Per complicarci ancora di più la vita, decidiamo di pubblicizzare all'unisono i rispettivi post su Facebook.
Perché? Per condividere, coinvolgere, travolgere e contaminare chi vuole e chi, pur contro la sua volontà, non riesca ad evitare di rimanerne coinvolto.
Perché ci piace quello che facciamo e a Carlo piace scrivere, a me piace l'idea di farlo.
E così, ispirandoci a "I diari di Adamo ed Eva" di Mark Twain (un riferimento letterario alza l'asticella dell'impresa e delle aspettative, oltre a dilatare le proporzioni di un eventuale fallimento), abbiamo deciso di allietare le vostre serate, pubblicando ogni giorno alle 18 due nuovi racconti, uno scritto dal Capitan Carlo e l'altro da MaLa Cambusiera.
L'ennesima e più difficile sfida ... quella di rispettare l'orario di pubblicazione.
Buona lettura,
E che il viaggio e la sconsideratezza siano sempre con voi, e con noi.
MaLa&Carlo

* Le partivi in corsivo sono i commenti di Carlo

Giorno#1 Adamo&Eva

Commenti

Post popolari in questo blog

Improbabilità infinita

La Heart of Gold si stava avvicinando al punto cruciale del suo viaggio interstellare. Di lì a pochi minuti sarebbe stata risucchiata dalla forza di gravità e sparata a tutta velocità attraverso il canale centrale della nebulosa fino allo spazio libero, vuoto e sicuro che la separava dalla sua destinazione finale. Aveva poco tempo, perché il flusso gravitazionale, ora favorevole, si sarebbe invertito in meno di un’ora. Ai comandi, Arthur scrutava con attenzione le orbite degli asteroidi più vicini, quando Trillian esclamò proccupata: “C’è un oggetto in rapido avvicinamento dietro di noi”. Il computer anticipò le loro intenzioni proiettando sullo schermo principale l’immagine di un’astronave tozza, sgraziata, grigia. “Arthur: è un’astronave Vogon!” “Sì, ma non stanno certo cercando noi...” “Invece si avvicinano, mi sembra facciano segnali…” “Stanno aprendo un portello… Dio quanto sono brutti!” “Cosa vorranno? Non recitarci una poesia, spero” “Se dovessero solo minacciarlo,

La randa rollabile

Una storia che non parla della randa rollabile, della quale non mi frega assolutamente nulla. Però ho attirato la vostra attenzione.  Sono in bagno quando Roberto mi chiama per la prima volta. "Carlo vieni su a vedere" mi fa, con quel tono di voce che sottintende "Non è urgente ma non metterci troppo". Io mi asciugo di corsa le ascelle e salgo, in mutande e canottiera di lana. La canottiera di lana mi serve ormai da una settimana per proteggermi dal meltemi di fine settembre, insieme al cappello dello stesso materiale e alla cerata quando siamo in navigazione verso nord, cioè tutti i giorni; Roberto è il conavigatore che ha scelto volontariamente di attraversare insieme a me, contovento, l'intero Egeo dal Dodecaneso al golfo di Atene.  Il mio conavigatore mi indica al di là della nostra prua. La barca inglese che stanotte è riuscita non so come a infilarsi tra noi e la spiaggia - non pensavo fosse possibile dare ancora più in là di dove l'ho data

Intermezzo tecnico

"Il tuo fiocco piccolo andrà benissimo per quando Lui arriverà",  mi diceva premuroso Nicola. "Ti invidio la tua trinchetta", la gentile Francesca. E noi con il fiocco piccolo e due mani alla randa, ancora spaventati per la sventolata presa tra capo e collo a Kea, ad aspettare Lui. Vedendo gli altri intorno a me veleggiare incuranti con tutta la tela a riva, sorridevo tra me e me, li consideravo stolti, celando l'invidia segreta per le loro vele avvolgibili - il garroccio è una scelta di vita di cui andare orgoglioso, soprattutto quando i soldi per il rollafiocco non li hai - finendo in entrambi i casi col compatirli perché prima o poi sarebbe arrivato Lui, e avrebbe fatto piazza pulita di tutti coloro che Gli mancavano di rispetto prendendola con tanta allegria. Quanto ero serio, io, e quanto mi sentivo figo con il mio fazzoletto ingarrocciato, che mi spingeva a quattro nodi quando il vento sparava la schiuma via dalle onde e mi costringeva a smotorare q