Ieri pomeriggio, a Poros, ho osservato per mezz’ora buona (mezz’ora, davvero, senza esagerazione) le evoluzioni di un charter israeliano di cinque persone, tre maschi e due femmine. Al timone un tipo pelato con gli occhiali tondi cercava di puntare la barca verso la banchina alla nostra sinistra e di metterla in linea prima di calare l’ancora. Ma la barca puntualmente si traversava prima che potesse dare il comando al prodiere. E lui ripartiva daccapo, tra lo sconforto suo e del suo equipaggio. Il prodiere, anzi, apertamente faceva gesti che nessuno, seppure da lontano, avrebbe potuto esimersi dal tradurre come “E che coglioni questo! Ce la farà a portarmi in banchina?”. Costui avrebbe probabilmente calato l’ancora a cazzo, anche sopra le nostre - la mia e quella di Maurizio e Nadia, che sono qui accanto a me in attesa di alare la barca - pur di arrivare alla sua senz’altro meritata birra. Ma il pelato era un tipo puntiglioso, e voleva che la sua manovra fosse quella corretta. Dop...