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Visualizzazione dei post con l'etichetta Svarie

Le regole di casa

Ieri pomeriggio, a Poros, ho osservato per mezz’ora buona (mezz’ora, davvero, senza esagerazione) le evoluzioni di un charter  israeliano di cinque persone, tre maschi e due femmine. Al timone un tipo pelato con gli occhiali tondi cercava di puntare la barca verso la banchina alla nostra sinistra e di metterla in linea prima di calare l’ancora. Ma la barca puntualmente si traversava prima che potesse dare il comando al prodiere. E lui ripartiva daccapo, tra lo sconforto suo e del suo equipaggio. Il prodiere, anzi, apertamente faceva gesti che nessuno, seppure da lontano, avrebbe potuto esimersi dal tradurre come “E che coglioni questo! Ce la farà a portarmi in banchina?”. Costui avrebbe probabilmente calato l’ancora a cazzo, anche sopra le nostre - la mia e quella di Maurizio e Nadia, che sono qui accanto a me in attesa di alare la barca - pur di arrivare alla sua senz’altro meritata birra. Ma il pelato era un tipo puntiglioso, e voleva che la sua manovra fosse quella corretta. Dop...

Randa nuova vita nuova

Per la seconda volta nella mia avventura come armatore di Duna mi trovo a dover comprare una nuova randa. Quando presi la barca, ormai sono passati nove anni, ce ne erano due a bordo: una "vecchia", l'altra "antica". Quella vecchia aveva undici anni, un tessuto ammorbidito dal tempo e l'inferitura rattoppata vicino alla penna, ma le cuciture ancora ben salde. Ci andai avanti per quattro stagioni: era un po' sformata e la bolina ne soffriva. Ma del resto la bolina della Duna soffriva, all'epoca, anche la mia contadina ignoranza, e non è facile stabilire quale dei due fattori fosse maggiormente deleterio per le prestazioni della barca. La vecchia randa non mi mollò mai, mentre quella antica - di un delicato giallo ocra maturato in lunghi decenni di acqua e sale - la provai una volta, per vezzo, tra Civitavecchia e Golfo Aranci: esplose durante la notte, in assenza di vento, schiaffeggiata dal rollio del mare lungo. Con un "ziiip" quasi i...

Il secondo libro

Eccolo qui , il secondo libro ispirato dai viaggi di Duna e del suo equipaggio.  https://www.produzionidalbasso.com/project/sul-greco-mare/ Come il titolo lascia forse presagire, si tratta del racconto dell'ultima stagione, quella 2016, passata percorrendo l'Egeo da sinistra a destra e poi indietro, verso il golfo di Atene e Poros. Quasi cinque mesi di vagabondare, densi soprattutto di incontri - quest'anno, poi, ho avuto molta compagnia a bordo grazie al "trucco" della conavigazione - che mi hanno dato spunto per 27 racconti di cui ben 21 assolutamente inediti. Gli altri e sei, già presentati a suo tempo qui sul blog, sono stati riveduti, corretti, perfezionati e, ultimo ma non meno importante, inseriti in un contesto geografico e temporale della cui coerenza anche io, che il libro me lo son letto e riletto decine di volte alla continua ricerca di refusi e sviste stilistiche, continuo a rimanere stupito. Mi pare addirittura, a volte, di aver fatto un b...

L'estate in conavigazione

Marzo 2016, manca ormai poco alla sospirata primavera. Cosa sta per succedere? Ho una serie di progetti in corso, e la necessità di elencarli in un solo post. Un po' per me, un po' perché ognuno di questi progetti prevede il coinvolgimento di terzi, e per coivolgerli devo prima far loro sapere che esiste qualcosa. I "terzi" sono tra voi, e aspettano solo di sapere. Ecco. C'è il libro (ne ho parlato fin troppo e non sto qui a descriverlo nuovamente), di cui ho ormai le copie in mano. Spedirò a giorni quelle già vendute durante il crowdfunding, chi ancora non l'avesse comprato può contattarmi per una spedizione, o aspettare una decina di giorni e trovarlo su Amazon, IBS e gli altri principali canali online. Ci saranno le presentazioni del libro, ottima occasione per accattarsene una copia se ancora non lo avete fatto. Almeno un paio prima dell'estate: una a Roma e l'altra a Pisa. Per quest'ultima ho già una data, il 16 aprile. Ne abbiamo...

E ora viene il bello

Appena un mese fa ci siamo im barcati nella campagna di crowdfunding per la prevendita del libro che raccoglie alcuni dei nostri migliori racconti editi e inediti . La campagna si è conclusa ieri , direi con pieno successo. Il riscontro dei sostenitori è andato oltre ogni aspettativa, e la cifra raccolta ci permetterà non solo di stampare e consegnare le circa cento copie prenotate - ebbene sì, non scapperemo con il malloppo come alcuni di voi temono - ma di averne qualcuna in più per i ritardatari e, soprattutto, per il giro di presentazioni che vorremmo far partire di qui a breve. Il primo appuntamento dovrebbe essere a Roma tra un mese, poi a metà aprile a Pisa. Abbiamo in programma anche Milano e siamo stati contattati da altri due-tre posti che ora non s crivo per scaramanzia. Agli inizi di maggio interromperemo momentanamente il giro riprendendolo a ottobre, finita la stagione di navigazione. Per chi volesse, potrà trovare noi e il libro nel frattempo in Grecia. Tra...

I racconti in un libro!

Sono ormai un po' di anni che vi tediamo insopportabilmente con le nostre banali disavventure. Cominciat a per curiosità ("Un blog? E che è?"), andat a avanti per passione, o tigna a volte, quella dei Peris che c i fa rimanere inutilmente al timone, o alla penna, anche sotto la pioggia, se solo sospettiamo che qualcuno ci stia osservando. Sono ormai parecchi anni che scriviamo, io soprattutto, alla ricerca di una soddisfazione che, lo riconosco, è tutta mia, personale. Non so, in questo momento , se c'è qualcuno di là che mi leggerà, ma è comodo pensare che ci sia, e immaginarsi Fernando o Fabrizio, per esempio - o Cecca e Sergio, la lista degli amici è troppo lunga per questo singolo post, ma ora che ho cominciato non posso cer to dimenticare Marco, Fabio, Francesco o Riccardo - in traslucida trasparenza appena oltre questo schermo. Tanti sono i racconti pubblicati qui sul blog, ma altrettanti sono quelli rimasti inediti. Alcuni lasciati a metà, altri ...

Rotta su Bologna

Le raffiche di vento sbatacchiano l'abitacolo mentre corriamo verso sud. Come al solito abbiamo fatto tardi, e il paesaggio scorre veloce intorno a noi, mentre percorriamo la strada diretti alla stazione . Abbiamo un treno da prendere, ed è con grande soddisfazione che, dopo una discreta ansia, parcheggio miracolosamente la macchina a cinquanta metri scarsi dal binario con mezz'ora di anticipo sull'orario di partenza. Scendiamo, pigramente ora, c'è tempo, ci stiriamo, tiriamo fuori il bagaglio e ci avviamo lenti verso l'ingresso. Chiuso. Come, chiuso? Pochi mesi fa era qui che si entrava. Cerchiamo cartelli, avvisi... Niente. Le biglietterie sono sbarrate, le insegne spente. Ci guardiamo intorno smarriti. Una signora si lamenta a voce alta, chiede informazioni, sentiamo la risposta che le viene data: Italo non parte più da qui, ma da Termini. Siamo a Ostiense, lato Eataly, non ci resta che prendere la metro. La mezz'ora di anticipo diventa improvvisamente...

Lo spi di bolina

Io arrivo un po’ prima, sbarco le ultime cose, preparo le cime, sciolgo gli spring e li lancio in banchina. La Duna va in cantiere, a Fiumicino, sfruttando quella che sembrerebbe l’unica finestra favorevole dell’intera settimana, o dell’intero mese, a quanto posso sapere. Le diverse previsioni, dopo aver oscillato per giorni ognuna per conto proprio, hanno finalmente trovato un accordo, e sentenziano tramontana, o meglio grecale, Nord Est, F4, per tutto il tragitto. Io mi fido e non mi fido, e nell’eventualità che la realtà sbagli e non si allinei a tanti siti meteo consultati, riporto a bordo lo spinnaker. Hai visto mai. Quindici nodi di tramontana significano anche freddo, e me lo conferma per telefono Daniele, lui scende giù dai monti, “Faccio tardi, ho dovuto prendere la strada più lunga perché qui è tutto ghiacciato”. Me lo vedo arrivare in banchina verso le nove e mezza, tutto bardato stile esquimese, come me del resto. “Sotto ho la calzamaglia, e in borsa il pass...

La resa

Terza ed ultima puntata con la quale si conclude il racconto delle mirabolanti gesta della Duna e del suo equipaggio Il racconto si era interrotto con i nostri quattro eroi duramente affaticati da un piatto di rigatoni, in calma di vento, all'uscita del canale tra Argentario e Giglio. Gli eventi si sono succeduti in seguito con tale lentezza che difficilmente qualsiasi resoconto scritto, per quanto prolisso e noioso, potrà rendere appieno l'assoluta mancanza di adrenalina e di spirito sportivo necessari per affrontare le miglia residue. Che, per inciso, erano ben più della metà.  Potrebbe forse interessare il lettore che, non appena cambiato per l'ennesima volta il genoa con il fiocco, il vento tornò da maestrale in barba ad ogni previsione e ad ogni tattica elaborata a bordo o suggerita dal nostro "uomo ombra"? Potrà forse avvincerlo il racconto del mio turno di riposo, coincidente esattamente con le uniche due ore in tutta la nottata in cui la Dun...