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Programma estivo 2019

Come ormai da qualche anno, anche quest’estate co-navigheremo in Egeo. Saprete forse che Duna ha passato l’inverno a Kas, in Turchia. La rotta comincerà da lì e risalirà la costa Turca fino a Bodrum. A Kos entreremo ufficialmente in Grecia e proseguiremo verso le Cicladi dove rimarremo per i primi venti giorni di luglio. Infine, torneremo verso il Dodecaneso entro la fine del mese. Ad agosto c’è una grossa novità! Abbiamo infatti preso accordi per gestire un 48 piedi, un bellissimo Ocean Star con quattro cabine e tre bagni, di nome Orpheas. A seguito di questi accordi, la navigazione proseguirà con tre imbarchi di una settimana: da Kos, da Rodi e ancora da Kos, per finire a Mykonos, dove tutto tornerà come prima e noi, appiedati, torneremo in traghetto dalla nostra amata Duna.
A settembre riprenderemo la conavigazione classica, risalendo il Dodecaneso fin dove il meteo e la voglia ce lo permetteranno. Infine, a ottobre torneremo a sud lungo la costa turca, destinazione Kas.
Ad oggi abbiam…
Post recenti

Caraibi - 2 di 3

Seconda parte: la prima è a questo link. È pieno di palme, qui. E di fiori enormi e colorati come i parei Made in Indonesia venduti dalle donne locali sulla spiaggia. E sulla spiaggia cadono i cocchi: così, da soli. Passeggiamo lungo il bagnasciuga e ogni tanto ne raccogliamo uno. Abbiamo imparato che c'è un punto preciso dove, con un semplice "tic" battuto con un martello, o un sasso, o il manico di un coltello da cucina, la noce si apre quasi per magia.
Per questo, la noce di cocco quasi non la vendono, al mercato. Vendono però banane di ogni colore e dimensione, frutti della passione, papaye, avocadi. Banchi enormi di frutta esotica enorme. O piccole barche stracariche di frutta che ci raggiungono quando siamo in rada. Verdura ce n'è poca, e a prezzi esosi. Non che la frutta costi poco, anzi. Qualsiasi cosa costa, qui, più che in Europa. Comprese le banane che pure da qui partono dopo essere cresciute nell'interno dell'isola.
Martinica è Francia.…

Caraibi - 3 di 3

Terza e ultima parte: la seconda è a questo link. È la prima volta che ho a che fare con un catamarano. Gli spazi sono enormi, gli interni luminosi, il rollio inesistente. Ci si vive in dieci talmente larghi da potersi anche stare antipatici, volendo. Fortunatamente su tre equipaggi, da otto ospiti ciascuno, solo una giovane coppia, durante l'ultima settimana, sceglie questa opzione: se da un lato ci è dispiaciuto per loro, dall'altro li ringraziamo per averci permesso di apprezzare fino in fondo le possibilità di un Lagoon 42.
Ci si cucina sontuosamente, a patto di saperlo fare, ovvio, e ci si dorme da Dio a patto di non aver lasciato aperto l'osteriggio durante l'ultimo scroscio di pioggia, o la porta della dinette a Mayerau con delle banane mature bene in vista sul tavolo. Una villetta al mare, praticamente, ancorata in due metri di acqua, con panorama diverso ogni mattina. Acqua azzurra o verde; spiaggia bianca, o nera; alte colline rocciose o basse bar…

Caraibi - 1 di 3

Meditazioni sulla recente esperienza ai tropici.Breve premessa: ho cominciato a scrivere questo post convinto di cavarmela facilmente. Ma un mese, mi rendo conto ora, lascia il segno, e va raccontato per bene. Questo per spiegare il motivo che mi a spinto a dividere le seguenti riflessioni in tre parti, sì da dare il lettore la possibiltà di scapparne più agevolmente.

Banane

Io e MaLa dormiamo, in teoria, nella cuccetta di prua. Trattasi di una tomba a pozzo di forma triangolare, profonda quanto basta a non arrivare alle maniglie dell'osterigio quando sei sdraiato, ma a colpirle con il cranio non appena provi a sollevarti sulle ginocchia per uscire, con un giaciglio centrale abbozzato nella pietra contornato da ripiani ove può trovare posto un modesto corredo qualora esso sia composto solo da bende eventualmente intrise in uguenti contro il mal di schiena. Perché ce l'avrai, il mal di schiena, domattina.
Io e MaLa, dopo una prima notte infernale, abbiamo stabilito a maggioranza assoluta che sarà meglio dormire in dinette. Questo comporta smontare il tavolo centrale, aspostarne a forza le gambe in alluminio e inzepparne altre, sempre in alluminio, tagliate sapientemente di una misura tale da lasciare tra il tavolo stesso e i divani circostanti un gradino alto il giusto per spostare la vertebra di colui che si addormenti di traverso senza però recide…