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La prima volta

Ho un po' di miglia nella scia. Non tante, neanche a contarle tutte posso sperare di competere con molti dei miei amici meno esperti, ma abbastanza per poter raccontare di aver visto il Mare in molti dei suoi aspetti migliori. I peggiori, per ora, preferisco lasciarli ad altri: ne sto alla larga, me li godo dalla taverna del porto, o da dietro i vetri di un comodo e stabile appartamento. Vero è che anche il concetto di "momento peggiore", con l'esperienza, transla poco a poco. Quello che fino a pochi anni fa mi avrebbe tenuto a terra, magari a rinforzare gli ormeggi, ora mi pare affrontabile con un minimo di prudenza. La soglia si è leggermente alzata, solo un poco sia chiaro, merito dei mesi trascorsi in mare e della Duna che, miglio dopo miglio, si dimostra solida e affidabile. Ma non è questo l'argomento. Ho un po' di miglia nella scia, scrivevo, e questo comporta che sono tanti i tramonti cui ho assistito al timone, i delfini che hanno giocato con la...

Be like water

  È già tarda mattinata quando parcheggio a Riva di Traiano e scendo le scale verso i moli. Come prima cosa vado a cercare un riduttore per collegare il tubo da 10 che esce dal rubinetto a quello da 13 dell'impianto idraulico. Ieri ho fatto una zozzata che nemmeno vi racconto, per collegare i due, e ho allagato la piccola sentina del bagno. Davanti alla ferramenta incontro Paolo. Ciao come stai, come non stai, come sta tuo padre ("è grazie a lui che so cosa significa 'tedoforo'" ricorda), ho seguito i tuoi lavori alla barca... Passa una mezz'ora e ancora sono là: nel frattempo ho conosciuto il "migliore ormeggiatore" locale e l'attuale comandante del porto di T..., che prima mi chiede se vado in Grecia per lavoro e poi, mentre rispondo, si gira a chiacchierare con un amico. Ma l'educazione, si sa, verso i sottoposti non è dovuta, e quindi il problema sono io che non mi sento sottoposto a nessuno. Quando Paolo riceve una telefonata mi r...

Non È

Non è l'aperitivo al tramonto, il bicchiere fresco attorno a cui si rilassa la mano stanca di viaggio, ma è anche questo. Non è la veleggiata veloce, salata, coricati su un fianco - tu e la barca - ebbri di vento e di schiuma, urlando per la gioia, o per la paura. Ma è anche questo. Non è la distesa immensa che ti circonda, che segue e precede, paziente e testarda, ogni tuo miglio, deserta solo per chi non ha occhi per vedere. Ma è anche questo. Non è il porto sicuro dove l'àncora infine agguanta, liberandoti un sospiro, né gli anelli del molo consumati come le mani del pescatore che ti segue con gli occhi e approva muto le tue manovre. Ma è anche questo. Non è l'isola incantata che appare all'orizzonte nella magia dell'alba dopo il passaggio più lungo, non è il suo lento, impercettibile, costante avvicinarsi, le sue promesse sussurrate. Ma è anche questo. Non è la brezza di terra che scivola lungo le colline e ti sveglia col suo profumo di mirto nel cu...

Lo spi di bolina

Io arrivo un po’ prima, sbarco le ultime cose, preparo le cime, sciolgo gli spring e li lancio in banchina. La Duna va in cantiere, a Fiumicino, sfruttando quella che sembrerebbe l’unica finestra favorevole dell’intera settimana, o dell’intero mese, a quanto posso sapere. Le diverse previsioni, dopo aver oscillato per giorni ognuna per conto proprio, hanno finalmente trovato un accordo, e sentenziano tramontana, o meglio grecale, Nord Est, F4, per tutto il tragitto. Io mi fido e non mi fido, e nell’eventualità che la realtà sbagli e non si allinei a tanti siti meteo consultati, riporto a bordo lo spinnaker. Hai visto mai. Quindici nodi di tramontana significano anche freddo, e me lo conferma per telefono Daniele, lui scende giù dai monti, “Faccio tardi, ho dovuto prendere la strada più lunga perché qui è tutto ghiacciato”. Me lo vedo arrivare in banchina verso le nove e mezza, tutto bardato stile esquimese, come me del resto. “Sotto ho la calzamaglia, e in borsa il pass...

La rotta facile

Questa volta scelgo la rotta facile, mi dico. Invece di farmela diretta da Cefalonia verso lo Stretto, sarebbe la quarta volta in due anni, salgo fino a Paxos, parto la mattina presto, e il pomeriggio successivo, dopo una sola notte di navigazione, mi fermo a riposare a Crotone. Una traversata pianificata con cura quasi maniacale. Compreso un rudimentale routing raffazzonato con il compasso aperto sulle 25 miglia (le mie 6 ore) e il tablet a scorrere le previsioni del vento. Prima mossa, quindi, spostarsi da Nidri e andare ad  ancorarsi a Lefkas. Pare sia possibile farlo tra il marina e il molo comunale: lo accenna Heikell nel suo "Ionian", me lo ha confermato Giorgio a Messolonghi. Da lì, imboccherò il ponte alle 8 e andrò a passare la notte a Gaios. Notte un po' delicata, perché caratterizzata da un salto di vento da libeccio a maestrale che sembra tanto legato ad una saccatura.  Un fronte temporalesco,  insomma, anche se non è così immediato ricavarlo dalle c...