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La manovra

 "Prova a manovrare tu, oggi, così senti come si muove un cat con due motori" Mi dice Ale, andando lui all'ancora.
Siamo a Petit Saint Vincent, isola privata piena di sabbia bianca, palme e bungalow esclusivi da 700 euro a notte. Intorno a noi, ancorati a 100 metri dalla spiaggia, non c'è nessuno: è per questo che mi vengono affidati i comandi di questo gigantesco - per i miei standard - catamarano.
Dalla mia ho una lunga esperienza professionale con svariate barche a motore: la Pleamar stessa ne aveva due da 220 cavalli e l'ho ben manovrata per mezzo Tirreno. Per questo salgo al timone certo di cavarmela alla grande. Anzi, per dirla tutta, convinto di non dover dimostrare niente a nessuno.
E in effetti va tutto liscio. Ale mi indica con la mano dove andare - dal fly di questo Lagoon si vede a malapena la prua, e non certo la catena dell'ancora -  e io lo seguo. C'è un po' di vento, come ho premesso, e per non toccare il timone (cosa del resto inutile, dato che qui le eliche sono dietro i timoni invece che davanti), devo sgasare parecchio. Soprattutto il motore sinistro: avanti, dietro, tutta manetta, ancora avanti.
Arrivo sopra l'ancora, Ale mi fa cenno che siamo liberi, ingrano la retro con tutte e due le manette e poi avanti tutta, ruoto il timone e metto in rotta.
E scopro che il motore di sinistra avevo dimenticato di accenderlo.

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