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Rotta su Bologna

Le raffiche di vento sbatacchiano l'abitacolo mentre corriamo verso sud. Come al solito abbiamo fatto tardi, e il paesaggio scorre veloce intorno a noi, mentre percorriamo la strada diretti alla stazione . Abbiamo un treno da prendere, ed è con grande soddisfazione che, dopo una discreta ansia, parcheggio miracolosamente la macchina a cinquanta metri scarsi dal binario con mezz'ora di anticipo sull'orario di partenza. Scendiamo, pigramente ora, c'è tempo, ci stiriamo, tiriamo fuori il bagaglio e ci avviamo lenti verso l'ingresso. Chiuso. Come, chiuso? Pochi mesi fa era qui che si entrava. Cerchiamo cartelli, avvisi... Niente. Le biglietterie sono sbarrate, le insegne spente. Ci guardiamo intorno smarriti. Una signora si lamenta a voce alta, chiede informazioni, sentiamo la risposta che le viene data: Italo non parte più da qui, ma da Termini. Siamo a Ostiense, lato Eataly, non ci resta che prendere la metro. La mezz'ora di anticipo diventa improvvisamente...

La ragione per cui

Quindici giorni fa, a Milo.  Vento da sud ovest, e io sono imbucato nell'angolo dietro al molo traghetti, a ridosso di un mega yacht a motore. L'idea era fare rifornimento di gasolio, acqua e viveri per poi scendere giù di corsa verso Malea e il Peloponneso, ma Poseidone sembra avere qualcosa in contrario, almeno a giudicare dalla quantità di nubi e pioggia e lampi che quotidianamente manda su ad avvertirmi. "Nun t'azzarda'", sembra dirmi. E io non mi azzardo. La stagione è tarda, è autunno ormai e le perturbazioni impazzano su tutto il Mediterraneo prendendo energia dal mare caldo. In nord Africa, poi, le basse pressioni si creano a ripetizione. Da lì si staccano e salgono in Egeo. Fino a poche ore prima non è dato sapere se si faranno piccole e violente per passare a Nord di Creta e risalire le Cicladi fino al Saronicos o se porteranno i loro venti a Sud, fino forse in Dodecaneso. Meteo "variabile", un classico autunnale, ma finché non c...

Il Charterista

Ieri sveglia all'alba, che ormai a ottobre son le sette, il vento fischia tra le manovre e schiaffeggia le murate. Le previsioni danno un F5, fuori, e anche se da queste parti di solito il numero 5 è solo la media aritmetica tra 3 e 7, ho già deciso di salire oggi fino a Egina. Ho fretta di concludere il viaggio e, soprattutto, ho piena fiducia nella Duna. E poi ho visto di peggio, e avendolo visto, ormai, so che oggi sarà giornata scomoda, salata, veloce, ma nulla più. Dalla faccia che fa la coppia di charteristi accanto a me, nel vedermi preparare le vele (prendo da subito i terzaroli alla randa e al fiocco), tirare via l'àncora e avviarmi fischiettando tra la schiumetta bassa e nervosa delle raffiche, intuisco che per loro, invece, il peggio è questo. Lo ammetto, mi sento figo per quasi cinque minuti: concedetemelo almeno a fine stagione. Partito da Sounio alle 9, alle 15.30 dopo una rotta a semicerchio faccio il mio ingresso nel porto di Egina. Pieno. I...

Spezzo le catene!

Passo i pomeriggi a fotografare le nuvole. Si avvicinano da ovest, di là dalle cime di Milo, fanno ruotare il vento, soffiano raffiche che strappano schiuma al mare color del vino, mi passano sopra e si allontanano. Via, lontane. E io qui. Passo le mie giornate a fotografare le nuvole, e le albe e i tramonti. E i gabbiani alti nel cielo, e i riflessi della luna piena sull'acqua ferma appena sotto la scogliera. E le giornate passano, lunghe eppure rapide. Brevi intermezzi tra una colazione e una cena. Infinite ore a controllare la presa dell'àncora. Sto scadendo? Accendo il motore? C'è il sole e tutto mi sembra possibile. Partirei subito, anzi sto per farlo. Ma l'orizzonte si fa scuro, e io lì devo andare, e il tuono si fa sentire, cupo. Aiuto, penso senza volerlo, sto per morire. Nuvole che passano sopra di me, al mio fianco, e la barca che segue docile i cambi di vento. Ho dato catena, tanta catena per essere sicuro, questa mattina, quando la prima raffica...

La ricerca del Graal

“All paths are the same: they lead nowhere. ... Does this path have a heart? If it does, the path is good; if it doesn't, it is of no use. Both paths lead nowhere; but one has a heart, the other doesn't. One makes for a joyful journey; as long as you follow it, you are one with it. The other will make you curse your life. One makes you strong; the other weakens you.”  ― Carlos Castaneda, The Teachings of Don Juan: A Yaqui Way of Knowledge Sono seduto su un alto sgabello al tavolo di un gyros qui ad Adamas, Milo. Neanche un'ora fa ho dato àncora dopo aver puntato il molo, staccato il motore e affidato il timone ad Arthur. Apri frizione, stringi frizione, ha fatto testa: apri di nuovo, ma non troppo. Di nuovo io al timone, 180 da guappo e via in banchina. La scusa ufficiale, anche con me stesso intendo, è che ho finito la birra. In realtà è da Leros che non tocco un porto, e comincio ad avere fisicamente bisogno di gente intorno. Strano, non lo avrei mai detto. E...