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Ecco l'alba

"It seems to me that no man born and truthful to himself could declare that he ever saw the sea looking young as the earth looks young in spring. But some of us, regarding the ocean with understanding and affection, have seen it looking old, as if the immemorial ages had been stirred up from the undisturbed bottom of ooze. For it is a gale of wind that makes the sea look old.
From a distance of years, looking at the remembered aspects of the storms lived through, it is that impression which disengages itself clearly from the great body of impressions left by many years of intimate contact.
If you would know the age of the earth, look upon the sea in a storm. The grayness of the whole immense surface, the wind furrows upon the faces of the waves, the great masses of foam, tossed about and waving, like matted white locks, give to the sea in a gale an appearance of hoary age, lustreless, dull, without gleams, as though it had been created before light itself."
Joseph Conrad - The mirror of the sea
Siamo stati finora fortunati, ma sono anche i tempi moderni che lo consentono, e non abbiamo mai dovuto indovinare l'età della terra guardando la distesa del mare in tempesta. Per quanto mi riguarda, da geologo, un banale corso universitario mi ha sintetizzato tutti gli studi degli ultimi tremila anni o giù di lì, e mi ha fornito pronte e asettiche le relative conclusioni.
Quello che so per certo, pur nella mia limitata esperienza, è che il mare, per chi lo solca a vela su un guscio di 10 metri, non è mai un compagno di giochi. Anche senza trovarsi in piena tempesta, l'immensa distesa grigia, creata prima della luce stessa, incute il timore e il rispetto dovuto ad un dio antico, potente e, soprattutto, distratto.
Perché è solo approfittando di questa sua distrazione che, di tanto in tanto, con umiltà, affidiamo le nostre vite ai suoi capricci senili, sperando di trovarlo assopito o, quantomeno, di buon umore.
E se durante le lunghe notti passate a scrutare periodicamente nel buio alla ricerca di luci che ci indicano la via, da seguire o da evitare a seconda del caso, un senso di timore ci tiene umida e costante compagnia, è all'alba che, con l'immenso orizzonte che si fa via via meno indistinto, ci sentiamo finalmente, e immotivatamente, più sicuri.
Da questo momento lo spettacolo ha inizio. Dal grigio indistinto in cui cielo e mare sono fusi in un unico paesaggio, si stagliano per prime non le luci ma le ombre. Spuntano qua e là sulla superficie immobile del mare. Piccole increspature prodotte da un refolo di vento, dal guizzo di un pesce, da un gabbiano già volato via. Poi arrivano i colori: dapprima concentrati nel punto prescelto dal sole per annunciare il nuovo giorno, come in un fotoritocco poco credibile si irradiano con lentezza, con sorda regolarità, attraverso il doppio specchio del cielo e della superficie liquida.
Ogni alba sul mare ha i suoi tempi, i suoi umori. E ogni volta la successione dei colori è un nuovo, sorprendente spettacolo.
Il sole che si affaccia sul mondo porta con sé la prima brezza. Il mare si increspa, raccoglie tutte le sfumature del cielo e le mescola in tavolozze cangianti in cui il rosso dell'oriente galleggia senza sforzo sul turchese del lontano occidente.
Poi, improvvisamente, è giorno.

Commenti

  1. Vi leggo sempre con infinito piacere!

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    1. Mi sono rimesso in pari con la lettura :)
      Che nostalgia!......

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    2. Già... ormai sta iniziando il periodo peggiore dell'anno, speriamo i ricordi ci bastino fino alla prossima estate :)

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