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Chi sono

λένε Carlo, letteralmente "mi chiamano Carlo", per dirlo alla greca. E questo già mi pare importante.
Per sopravvivere faccio il surveyor - rilievi geofisici in mare - durante l'inverno. Per vivere, navigo in Grecia durante l'estate.
Non sono un velista, nel senso che non amo le regate, non mi interessa essere il più elegante del molo e non mi curo che parabordi siano ben nascosti quando scatto le foto delle mie boline. Mi considero un viaggiatore che ha scelto, per i suoi spostamenti, un metodo antico. Mi piace arrivare nei luoghi lentamente, metro dopo metro, ben cosciente dello scorrere dei minuti, delle ore, e mi piace esser costretto in questo a dipendere dalla Natura. Il sole, il vento, la pioggia, la burrasca sono entità con le quali anche solo scendere a patti è impossibile. Accipe, si diceva ai tempi. Stacce, si dice oggi. L'uomo sceglie la rotta, ma sono gli Dei a stabilire se egli possa seguirla, e a quali condizioni.

A parte le banalità animiste, sono un geologo, ben radicato alla terra e alla sua pragmatica concretezza, ma anche uno shiatzuka. Nella mia vita ho fatto il lavapiatti, il costruttore di boomerang, l'allenatore di hockey, il libero professionista, l'imprenditore e il disoccupato.

Ah, dimenticavo. 
Scrivo, da sempre. Negli ultimi anni il soggetto sono le mie (dis)avventure e il medium questo blog. Ho pubblicato due libri che pare siano piaciuti, almeno così mi dicono persone che neanche conosco. Buon segno.





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