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Visualizzazione dei post da 2011

Un porto sicuro

Ecco il vento. Arriva da destra, montando piano piano. La tela si tende, la vela si gonfia e la barca si accoccola un poco sul fianco. Spengo il motore e mi dò da fare al fiocco. Mano mano che la drizza ala la penna a riva, il mucchio informe di tessuto, consumato, macchiato, sdrucito dagli anni, si trasforma aprendosi al vento come i petali di un fiore si schiudono al sole. Bianchi contro l'azzurro del cielo.
La vela si riempe, il vento rinforza e la barca prende finalmente vita. L'acqua canta ora sulla carena. Il mare si scansa risalendo il dritto di prora davanti a noi, e ci insegue, e ci spinge da poppa con le sue onde più gentili. Sbandati quanto basta sul fianco sinistro, navighiamo veloci verso il nostro ridosso notturno.
Non ci sono spruzzi, nonostante il bianco delle creste sia ben riconoscibile ora tra il blu intenso che ci circonda. È una lunga corsa, e noi la assecondiamo regolando le vele, correggendo la rotta, controllando con bussola e binocolo il nostro procedere…

Di notte

Veleggiare di notte in un mare buio. Il cielo di ghisa, bucato da milioni di stelle. Orione chino sul suo arco mira con cura l'occhio del toro, corrugando lo sguardo accecato dal bagliore delle Pleiadi. Mi perdo nei colori delle stelle, mentre il mare respira potente. Il suo abbraccio instancabile stringe lo scafo spingendolo sulla sua rotta.
Eterno e immutabile, il mare, il cielo, questa notte stellata. Siamo persi in un nero senza tempo su un guscio di plastica e metallo. Il Mare non sa che siamo qui, che incidiamo per pochi attimi la sua pelle, senza lasciare traccia del nostro passaggio.
E queste onde che montano in silenzio da occidente sono cieche e sorde alla nostra presenza: un attimo di esitazione, una cresta che frange un po' prima di quanto era scritto, e via. Il fronte squassa la barca e si allontana oltre la prua, scomparendo nel buio. Senza rumore.

E noi senza rumore, attenti a non disturbare il sonno degli Dei, navighiamo verso l'aurora, aspettiamo pazienti che…

Uno

Aspettando che il traffico scemi, io scemo. Aspettando un'altra vita più viva, io vivo. E, nell'attesa, mi riempio e mi svuoto mi riempio e mi svuoto, giorno dopo giorno.