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Visualizzazione dei post da 2019

Giorno 9 - Km 2350 - Pame sto spiti

Ci svegliamo nella campagna Croata, a pochi chilometri da Karlovac. Arrivando qui ieri avevamo avuto una vaga impressione di quanto fosse isolato, ma al buio, a mezzanotte e dopo una giornata di viaggio non ce n'eravamo resi pienamente conto. Stamattina, invece, ci aspettano chilometri e chilometri di prati e boschi, con case restaurate o ricostruite da poco con tamponature in mattoni rossi mal cementati e lasciati a vista. Quelle non restaurate hanno buchi sull'intonaco. Credo siano stati fatti dalle mitragliatrici.
Karlovac è piena di gente che passeggia al sole lungo i fossati che circondano il centro storico, trasformati da tempo in giardini. All'interno, l'antica fortezza si indovina dalle forme a stella dei palazzi disabitati e cadenti che ricalcano le mura costruite secoli fa per fermare l'avanzata dei Turchi. C'è un qualcosa di simbolico, forse, nel passare proprio di qui per andare verso la Turchia.
In tarda mattinata partiamo per l'Ungheria, diretti…

Giorno 8 - Km 2000 - Ostello con delitto

Arriviamo a Trieste nel primo pomeriggio, dopo aver riempito di vino la macchina nelle campagne venete. Dobbiamo trovare da dormire e così puntiamo subito l'unico posto economico della città: l'ostello della gioventù.
"Ci cacceranno" protesto con MaLa mentre saliamo le scale della villa ottocentesca che lo ospita. "Si accorgeranno tutti che da un pezzo non sei più giovane."
La mia compagna, elegantemente, non si degna di rispondere, e entra dalla porta a vetri, lasciando si chiuda dietro di sè. Io, arrancando a causa del mio ginocchio destro, tritato decenni fa dall'hockey e ancora dolorante dopo le salite di Genova, la raggiungo.
All'interno una piccola anticamera, dritto davanti a noi un passaggio che va verso il salone comune, e sulla destra un corridoio con una reception. Dietro il bancone un giovane, occupato al computer con delle prenotazione da disdire.
Mi guardo intorno. Delle scale salgono, asettiche, davanti a noi. Alla nostra destra il corrid…

Giorno #7 - Km 1550: Casteo

Abbiamo dormito fino a tardi raccogliendo le forze per il salto in terra straniera, previsto per domani.
Stefano e Brina sono giù, in salotto. Lui lavora al computer, lei finge di essere una pelle d'orso accanto ai suoi piedi. Stefano interrompe la sua attività appena scendiamo, gentile e accogliente come sempre, per offrirci un caffè.
"Lo faccio io, basta che mi dici dov'è la macchinetta" rispondo.
La macchinetta è già pronta sul fornello, e io faccio i due passi che mi separano dalla cucina per accendere il fuoco. Torno con tre tazzine fumanti.
"Quindi dove andrete domani? Da dove passerete?" Io, che nel frattempo sono stato catturato da Brina e obbligato a coccolarla per un tempo che lei vorrebbe infinito, improvvisamente mi accorgo che in effetti non abbiamo programmi precisi a proposito. C'è l'idea di passare a Trieste, per pranzo. Di battere le campagne friulane in cerca di vino bianco in cartoni da cinque litri. Anche di improvvisare una visita a …

Giorno #6 - Km 1550: L'anarchico in bicicletta

Siamo in Veneto. La campagna scivola accanto a noi mentre viaggiamo alti sugli argini. Casali in diversi e progressivi stadi di abbandono passano in basso, succedendosi a capannoni industriali, a ville moderne, a condomini. I vigneti pian piano spariscono. I castelli, le tenute nobiliari si rarefanno o vengono nascosti dai silos. Non c'è una vera città, non c'è una vera campagna. Un'eterna periferia prende piede man mano che procediamo verso nord diretti a Castelfranco.
Sfioriamo Este, dove appena lo scorso anno frequentavo il corso da pizzaiolo, deviamo verso Cittadella e i piccoli paesi che la precedono. I nonni di MaLa sono nati qui, e nei loro racconti tornavano spesso i nomi di questi luoghi. La accompagno lungo le strade un tempo sterrate che loro percorrevano in bicicletta. Ora le macchine corrono veloci incuranti delle vecchie chiese affogate dalle costruzioni recenti. Tra i paesi non c'è soluzione di continuità, ma cerco di immaginarmi come doveva essere il pae…

Giorno #5 - Km 1420

All'ingrasso. Difficile riassumere in poche righe la giornata di ieri. Sì, perché, nonostante i nostri rigidi programmi e tutte le buone intenzioni, non abbiamo trovato il tempo per metter giù il nostro diario se non questa mattina. E quindi eccoci qui, seduti al tavolo d'angolo di in un bar buio e deserto di Badia Polesine a pigiare impulsivamente sulle rispettive tastiere.
La TV è accesa e sintonizzata su un programma di intrattenimento trash, la proprietaria cinese è al telefono con un connazionale con evidenti problemi di udito - passati o futuri - e nel retro due giovani disagiati fissano imbambolati le slot machine, l'infilare meccanicamente le monete loro unico movimento. Preferisco tornare a ieri.
Valle d'Aosta, sveglia all'alba per salutare Giovanna, Stefano e Saretta. Giù per la valle con il dubbio se prendere o no l'autostrada. Dobbiamo essere a Parma per pranzo, ma stiamo viaggiando a risparmio e non vogliamo arricchire più del lecito la Società Autost…

Giorno #4 - Km 930

Come nel miele. Ieri sera abbiamo fatto tardi, persi in chiacchiere con Giovanna e Stefano. Ben dopo mezzanotte abbiamo salito gli scalini che dal soggiorno portano alle camere da letto, abbiamo sfrattato dolcemente Saretta, che aveva colonizzato il nostro giaciglio, e ci siamo infilati sotto le coperte. Lei, bofonchiando, è andata a sdraiare i suoi venticinque chili di pelo sui piedi dei suoi padroni. A metà nottata, poi, si è svegliata e, lenta e silenziosa, è tornata dabbasso, sul divano. Saretta utilizza l'intera casa, e nonostante la veneranda età di quasi quindici anni non teme le scale.
La notte, scrivevo. Un silenzio totale, quale forse ho sentito solo nel Sahara, decenni fa, dormendo in tenda fuori dall'accampamento composto solo da me, la guida libica e il tuareg. Un silenzio talmente assoluto da tapparsi le orecchie per non sentirne il peso. Nemmeno un abbaiare lontano, una macchina, un fruscio. Nulla. Un riposo magnifico.
Non è la prima volta che vengo qui: quella vol…

Giorno #3 - Km 930

Su per la valle.
"Guarda lì sulla destra" indico a MaLa con un dito.
"Cosa?"
"Lo stabilimento: siamo ad Arnad, e lì producono il lardo."
Continuo a guidare, in salita, ma tempo due rotonde e la mia compagna di viaggio ha realizzato.
"E tu vorresti farmi passare di qua senza fermarti a farmi assaggiare il lardo di Arnad?"
In effetti siamo partiti stamattina da Genova, dopo esserci svegliati a casa di Fabio, il figlio di Antonella e Renzo, che a sorpresa (forse sua quanto nostra) ci ha ospitato. Reduci dalla sera/rimpatriata con anche Anna e Maurizio, amici conosciuti ai Caraibi, la comodità del letto ci aveva tenuti in ostaggio più di quanto avessimo in programma. Siamo allora passati dalla CEAM, di fretta, a prendere la nostra roba: il genoa di Fra, il tessuto per il nostro coprifiocco, i sacchi a pelo e la tenda. Abbiamo abbracciato Antonella e poi via verso l'autostrada e su, su, su attraverso Liguria e Piemonte, spingendo la fedele C3 per salit…

Giorno #2 - Km 600

Genova per noi.
Ci svegliamo con la luce del giorno che entra trionfante dagli oblò di Archimede. Non mi ero accorto, ieri, che ne avesse così tanti: è luminosissima. Esco fuori e subito faccio amicizia con il francese che sta lavorando sulla barca accanto. Comprata all'asta da un ricco medico, è da rifare da cima a fondo. Ora è disalberata, senza timone, piena di stucco, garze e buchi freschi. Il francese prevede almeno tre mesi di lavoro, per lui. E poi per tutti gli altri che dovranno metterci mano. La barca è del 1975, di un cantiere italiano che, pare, ne ha costruite solo sette.
"Alla fine dei giochi un buon usato sarebbe costato assai meno: conviene davvero metterla a posto?"
"A me sì: mi pagano" risponde sornione, finisce la sigaretta, la butta in acqua e torna a bordo, non senza aver dato un'ultima occhiata alla nostra tana di una notte, di cui è evidentemente innamorato.
Noi oggi abbiamo in programma una gita per Genova. Prima tappa gelato da Guarino,…

Giorno #1 - Km 560

La Partenza Dovevamo partire alle dieci. A mezzogiorno abbiamo salutato tutti e siamo partiti in macchina verso nord. A mezzogiorno e dieci eravamo di nuovo parcheggiati davanti al cancello. Lulù, il cane, era probabilmente convinta che fosse per farle altre coccole, in realtà eravamo tornati per recuperare i mie occhiali da sole dalla tasca della giacca nera, frettolosamente riposta nell'armadio insieme a tutto quello che, lasciato in vista, avrebbe potuto dare l'idea di disordine. Dobbiamo stare fuori almeno sei mesi, e ci dispiace lasciare dietro di noi l'idea di disordine.
A mezzogiorno e venti siamo di nuovo salpati, verso nord... anzi no: c'è da salutare Roberto che lavora al centro di Pomezia e scende a prendere un caffè con noi. Tre caffè, di cui uno lungo e uno al vetro. Io per fare lo snob l'ho preso normale.
All'una siamo partiti davvero, abbiamo imboccato la Pontina e siamo saliti di lì fino al raccordo, all'A12, per poi uscire a sorpresa a Civitav…

I diari di Adamo ed Eva

Duna lo scorso Dicembre è rimasta a Kās, in una calda Marina nel Sud della Costa Turca. Noi siamo tornati per passare il Natale tra amici e parenti, abbiamo mangiato, bevuto, dormito, e poi siamo di nuovo partiti in aereo alla volta di Martinica per lavorare quasi un mese sul catamarano del nostro amico Alessandro. Siamo tornati, abbiamo dormito (e mangiato) un altro po' e poi è arrivata la primavera, all'improvviso. Duna è ancora lì che ci aspetta. E noi decidiamo di dedicarci ai preparati vi, tra cui il confezionamento di circa 3 kg di marmellata di frutti misti e la pre-costruzione delle nuove panche per il pozzetto. Ed ecco che a questo punto del racconto realizziamo che tanto ben di dio non potrà essere caricato nelle valige della Ryanair e neanche della compagnia nazionale. Cosa fare se non decidere di caricare il meno possibile (ovvero più del possibile*) la fedele C3 di Carlo e armarla per la partenza. Quale giro fare? Il più lungo, ovvio. Ed è così che la strada per arri…

Infallibilmente

Tira vento forte di scirocco, e piove. Per questo sono contento quando, dopo una breve corsa, entro nella quiete tardo pomeridiana della ferramenta.
Non è una ferramenta qualsiasi, oltretutto: è la più fornita ferramenta nautica di Civitavecchia e dintorni. Vengo qui da anni, dai tempi della società di rilievi geofisici e delle barche a motore. Oggi ci son venuto fin da Pomezia - con la scusa di salutare un po' di parenti, a dir la verità. Mi sento un po' a casa, in questo posto, ed è con naturalezza che adocchio subito lo sgabello libero accanto al bancone e mi ci siedo, pronto ad attendere il mio turno.
Il mio turno, scopro, è già arrivato da un po', ma il proprietario sta scherzando con uno dei clienti. Io rimango ad ascoltare, intervenendo di quando in quando con una battuta, o una risata, soddisfatto nel trovarmi al centro di scaffali e scaffali di acciai, vernici, stucchi, cordami e quanto altro ben di dio possa desiderare un armatore in procinto di ricongiungersi con …

Programma estivo 2019

Come ormai da qualche anno, anche quest’estate co-navigheremo in Egeo. Saprete forse che Duna ha passato l’inverno a Kas, in Turchia. La rotta comincerà da lì e risalirà la costa Turca fino a Bodrum. A Kos entreremo ufficialmente in Grecia e proseguiremo verso le Cicladi dove rimarremo per i primi venti giorni di luglio. Infine, torneremo verso il Dodecaneso entro la fine del mese. Ad agosto c’è una grossa novità! Abbiamo infatti preso accordi per gestire un 48 piedi, un bellissimo Ocean Star con quattro cabine e tre bagni, di nome Orpheas. A seguito di questi accordi, la navigazione proseguirà con tre imbarchi di una settimana: da Kos, da Rodi e ancora da Kos, per finire a Mykonos, dove tutto tornerà come prima e noi, appiedati, torneremo in traghetto dalla nostra amata Duna.
A settembre riprenderemo la conavigazione classica, risalendo il Dodecaneso fin dove il meteo e la voglia ce lo permetteranno. Infine, a ottobre torneremo a sud lungo la costa turca, destinazione Kas.
Ad oggi abbiam…

Caraibi - 2 di 3

Seconda parte: la prima è a questo link. È pieno di palme, qui. E di fiori enormi e colorati come i parei Made in Indonesia venduti dalle donne locali sulla spiaggia. E sulla spiaggia cadono i cocchi: così, da soli. Passeggiamo lungo il bagnasciuga e ogni tanto ne raccogliamo uno. Abbiamo imparato che c'è un punto preciso dove, con un semplice "tic" battuto con un martello, o un sasso, o il manico di un coltello da cucina, la noce si apre quasi per magia.
Per questo, la noce di cocco quasi non la vendono, al mercato. Vendono però banane di ogni colore e dimensione, frutti della passione, papaye, avocadi. Banchi enormi di frutta esotica enorme. O piccole barche stracariche di frutta che ci raggiungono quando siamo in rada. Verdura ce n'è poca, e a prezzi esosi. Non che la frutta costi poco, anzi. Qualsiasi cosa costa, qui, più che in Europa. Comprese le banane che pure da qui partono dopo essere cresciute nell'interno dell'isola.
Martinica è Francia.…